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La cicalata e la sua critica: varietà di valutazioni linguistiche su un genere letterario tra Sette e Ottocento

 
Fabio Ruggiano (Università di Messina)

Questo contributo si propone di mostrare come l’immagine ideale della lingua italiana
si sia evoluta tra il Settecento e l’Ottocento, seguendo il cambiamento dei quadri culturali di riferimento,
i rapporti di forza tra classicismo e modelli linguistico-letterari emergenti e, su un piano
più generale, il progressivo rafforzamento del sentimento di identità nazionale. Questa evoluzione
sarà seguita ripercorrendo i giudizi di intellettuali diversi – e risalendo ai principi ispiratori di quei
giudizi – espressi su alcune delle principali riviste letterarie italiane tra Settecento e Ottocento
(Frusta letteraria, Il Caffè, Il Conciliatore, Il Poligrafo, Antologia) a proposito del classicismo linguistico
e stilistico dell’Accademia della Crusca. In particolare, le posizioni ideologiche sulla lingua in favore o
contro la Crusca saranno valutate in relazione ai giudizi espressi non sul Vocabolario, ma sul genere
letterario della cicalata, tanto amato dagli accademici, baluardo degli atteggiamenti linguistici più
fiorentinocentrici e della pratica letteraria più avulsa dalla attualità politica, sociale, culturale.

 
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